Gianni De matteis
History Le Corse!
Finalmente sono arrivato a parlare di questo. La passione per i motori è sempre stata con me, a volte nascosta a volte un po meno, meno quando cominciai a prendere “in prestito” a mio fratello più grande e al suo amico (Massimo) le loro moto, loro non si spiegavano come mai lasciando le loro moto in garage la sera, la mattina le trovavano sempre un po raschiate, naturalmente non ero io, ero troppo piccolo “hehe”.
Dopo molti anni complice un caro amico, Claudio, i primi rallyes, il più importante fu nel 89 con la partecipazione al Sanremo, il mitico rally di Sanremo, 4 giorni di gara veramente duri, specialmente per uno che aveva 20 anni!
Dopo qualche anno sono salito in moto! praticamente il contrario di quello che fanno i piloti “veri”, quelli che cominciano con le moto e con il passare degli anni stufi di tutte le fratture salgono in auto.
Scherzi a parte qui venne il bello; nel 1994 comprai una Suzuki 600 e con l’aiuto di alcuni amici partecipai al Trofeo Suzuki, “Fantastico” anche se il primo approccio con la pista fu tremendo.
L’esordio fu a Misano, una delle mie piste preferite, arrivai nono, l’entusiasmo era alle stelle anche se il pilota che vinceva (Arnoldi) come si suol dire mi girava intorno… è stata una stagione travagliata specialmente per le carene!
L’anno dopo decidetti di diminuire la cilindrata a 250 e le cose andarono nettamente meglio, cominciai a usare il podio via via sempre di più, mi trovavo spesso al mio fianco in griglia di partenza e sul podio un certo Roby Rolfo e il divertimento aumentava.
Le corse nel 96 e nel 97 oltre che dal mio entusiasmo sono state rese possibili da una numerosissima quantità di amici ed ora visto che il sito è mio voglio ringraziare: Grazie a Piero e Angela, Massimo, Mosè, Daniele, Fabio, Giuseppe, Leo, Stelvio, Massimo, Valter, Danilo, Ugo e Ciacci…
Il 98 è stato una figata!
Decisi di correre con una squadra vera, non cadevo più e vincevo sempre, risultato: carene 0 campionato vinto 1.
Campione italiano trofeo Aprilia 250 con un notevole incremento per il mio budget, pensate solo a quanti soldi risparmiavo din ricambi.
Bellissimo anche il 99 con tutte le gare vinte in pista ma squalificato per silenziatori irregolari a Magione, un altro campionato italiano vinto, grazie anche alla grande esperienza della mia squadra e del mio fantastico “Jeremy Burgess”dell’epoca, Alfio Girotti..
Un anno da dimenticare è stato il 2000, sempre con lo stesso team, sembrava di essere inattaccabili ma perdendo il mio “Jeremy” le cose andarono malissimo, ebbi tantissimi problemi meccanici e centrai una sola vittoria a Vallelunga, il clima in squadra era diventato impossibile e le prime lotte non sempre leali si consumavano proprio con i miei meccanici.
Il riscatto lo ebbi nell’anno successivo vincendo di nuovo tutto con un’altra squadra “il team Skizzato”, grazie alla grandissima passione di Sandro, Gigi e Simone. Vincemmo il mio terzo titolo italiano 250.
Sempre lo stesso anno ebbi la fortuna di conoscere Dario Marchetti col quale partecipai a un paio di gare endurance, facemmo la pole position sia a Ryeka che a Vallelunga ma la nostra Ducati in entrambe le occasioni ci abbandonò quando eravamo saldamente al comando.
Da allora l’amicizia con Dario divenne sempre più forte.
Il 2002 è segnato solo da alcune gare con il team Skizzato di quei fantastici matti di Poggibonsi.
Ma nel 2003 le cose cambiarono, partecipai con la stessa squadra al trofeo Yamaha 600, andai veramente forte, vinsi al Mugello una gara mozzafiato per 31 millesimi a dispetto di un Massimo Roccoli Superlativo ma il titolo andò a lui complice qualche nostro piccolo errore. A noi il titolo Over
A Agosto visti i tempi con i quali giravo con la Yamaha mi arrivò una telefonata incredibile: Ciao Gianni, sono Eddy dei libero il prossimo week end? Io non capii immediatamente e lui insistette, allora sei libero? Fai la borsa e prendi un aereo per Londra, domenica corri il mondiale a Brands Hatch, sei il compagno di Regis. Click Non potevo crederci era un sogno.
Presi l’aereo, arrivai giovedì notte, la mattina emozionantissimo mi presentai alla squadra e a Regis Laconi ma arrivarono subito brutte notizie, le wild car devono fare un briefing che haimè si era tenuto il giorno precedente così mi negarono di fare le prove libere.
Pazzesco entrai in pista con una moto mai vista in una pista come Brands Hatch senza averla mai vista in un turno di qualifica del campionato del mondo di Superbike sotto il diluvio follia!
Cercai di stare calmo e mi qualificai ventunesimo.
Finito il turno tirai un respiro, dissi, ok adesso cominciamo. Purtroppo all’inizio del secondo turno di qualifica ruppi il cambio, ero disperato gurdavo le prove senza poter far nulla, nei box era un via vai di gomme da tempo, gli inglesi andavano fortissimo e io avevo paura che il mio tempo non bastasse a stare nel 107%, Raynolds, Birne, Hogdson, continuavano ad abbassare e il mio margine si riduceva sempre di più, finalmente finirono le prove e io ero dentro!
Preparammo la moto per le libere ma cominciò di nuovo qualche goccia, ma dopo quello che avevo passato mi sembrò di andare sull’asciutto.
Cotinuai a migliorare, sino al warm up feci prove ma il mio obiettivo era quello di acquisire un pochino di feeling.
Quando entrai in pista per schierarmi vidi la gente sulle tribune, incredibile 140.000 persone a guardare e pensavo che fino alla settimana prima dovevo essere in spiaggia.
La gara è stata difficile non avevo assolutamente trazione e volevo assolutamente arrivare alla fine della gara, mi classificai diciottesimo.
Modificammo l’assetto per gara 2 ma dopo pochi giri sbagliai e finì sulla sabbia.
Avevo comunque vissuto una favola





